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Pubblicato il 8 settembre 2025

Come la Svizzera lotta contro la criminalità finanziaria, la corruzione e l’evasione fiscale e promuove la restituzione dei valori patrimoniali attraverso

  • La Svizzera è una delle principali piazze finanziarie del mondo, con un forte orientamento internazionale.
  • La Svizzera ha adottato numerose misure per ridurre il più possibile questi rischi.
  • La Svizzera riconosce il problema dei flussi finanziari illeciti[1] e si impegna a rispettare gli standard internazionali per combattere la criminalità finanziaria, l'evasione fiscale, il riciclaggio di denaro e la corruzione.
  • Negli ultimi anni, ha compiuto grandi sforzi per collaborare allo sviluppo di standard internazionali, per poi recepirli nel diritto nazionale e applicarli efficacemente.
  • Nell'ambito della cooperazione allo sviluppo, la Svizzera sostiene da tempo programmi volti a rafforzare le istituzioni dei Paesi in via di sviluppo che combattono i flussi finanziari illeciti.

Scambio automatico di informazioni relative a conti finanziari

La Svizzera attua lo scambio automatico di informazioni relative a conti finanziari dal 2017 e nel frattempo lo applica con oltre cento Stati partner, compresi Paesi emergenti e in sviluppo. In linea di principio, la Svizzera attua lo scambio automatico di informazioni con tutti gli Stati e i territori che soddisfano gli standard elaborati dall’OCSE (in particolare per quel che riguarda l’attuazione delle basi giuridiche necessarie, la confidenzialità e la sicurezza dei dati) e che manifestano interesse ad attuare lo scambio automatico di informazioni con il nostro Paese. Nel 2024 la Svizzera ha effettuato lo scambio di dati con 108 Stati partner in relazione a circa 4 milioni di conti finanziari.

Assistenza amministrativa

Nel quadro dell’assistenza amministrativa fiscale, le autorità competenti trasmettono informazioni su questioni fiscali conformemente allo standard internazionale. La rete della Svizzera per l’assistenza amministrativa fiscale su domanda comprende attualmente quasi 150 Stati e territori. Dal 2023/2024 la Svizzera ha evaso oltre 2800 domande. Nel marzo del 2020 il Forum globale sulla trasparenza e sullo scambio di informazioni a fini fiscali (Forum globale) ha riconosciuto alla Svizzera il merito di attuare l’assistenza amministrativa fiscale in maniera «ampiamente conforme».

Nel quadro dell’assistenza amministrativa in materia di vigilanza sui mercati finanziari, la FINMA può chiedere informazioni e documenti alle autorità estere di vigilanza sui mercati finanziari. Queste ultime, dal canto loro, indirizzano ogni anno alla FINMA svariate centinaia di richieste di assistenza amministrativa internazionale. Ciò avviene, ad esempio, nel caso in cui una persona commette un abuso di mercato presso una borsa estera sfruttando la propria posizione di cliente di una banca svizzera. La FINMA fornisce dunque un contributo importante agli sforzi compiuti a livello mondiale nella lotta contro simili abusi.

Assistenza giudiziaria

Nel quadro dell’assistenza giudiziaria internazionale, le autorità giudiziarie svizzere collaborano con le autorità omologhe estere a casi di criminalità transfrontaliera, tra cui anche casi importanti come quelli che vedono coinvolti Petrobras (Brasile) o 1MDB (Malesia).

Lotta contro l’erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili delle imprese

In qualità di membro dell’OCSE, la Svizzera partecipa attivamente ai lavori del progetto BEPS («Base Erosion and Profit Shifting»), volto a prevenire l’erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili, e attua gli standard minimi convenuti in questo ambito. Le grandi imprese multinazionali devono indicare nelle rendicontazioni Paese per Paese la ripartizione a livello mondiale della cifra d’affari realizzata e delle imposte pagate. La Svizzera scambia queste informazioni con le autorità fiscali di oltre 100 Stati partner, tra cui anche Paesi emergenti, ed è disposta a procedere allo scambio con tutti gli Stati che rispettano gli standard internazionali. Le rendicontazioni Paese per Paese servono alle autorità fiscali per effettuare l’analisi dei rischi.

Le informazioni sugli accordi fiscali preliminari vengono scambiate automaticamente con gli Stati che hanno ratificato la Convenzione sull’assistenza amministrativa se si suppone che l’autorità estera competente possa essere interessata a tali informazioni. Tale meccanismo consente di accrescere la trasparenza e ridurre al minimo i rischi connessi con l’erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili.

Lotta contro il riciclaggio di denaro, il finanziamento del terrorismo et il finanziamento della proliferazione

Negli ultimi anni la Svizzera ha adeguato più volte le basi giuridiche per la lotta contro il riciclaggio di denaro, il finanziamento del terrorismo e il finanziamento della proliferazione - tra l'altro, per adeguarli agli standard internazionali. L’organismo intergovernativo competente, il GAFI, ha riconosciuto a più riprese che la Svizzera dispone di un dispositivo complessivamente solido ed efficace. Inoltre, negli ultimi anni ha rafforzato il quadro giuridico preventivo, in particolare per quanto riguarda le persone politicamente esposte (PPE). L’aggiornamento dei dati dei clienti, la verifica dell’identità e la trasparenza degli aventi economicamente diritto sono stati migliorati (anche attraverso l’abolizione delle azioni al portatore) ed è stata introdotta la frode fiscale come reato preliminare supplementare. Nel maggio del 2024 il Consiglio federale ha licenziato un disegno di legge che prevede, tra l’altro, l’introduzione di un registro federale degli aventi economicamente diritto delle persone giuridiche e l’assoggettamento dei consulenti legali a obblighi di diligenza per gli affari particolarmente a rischio. Le autorità svizzere, inoltre, valutano regolarmente i rischi costituiti dal riciclaggio di denaro, dal finanziamento del terrorismo e dal finanziamento della proliferazione cui è esposta la Svizzera. La terza valutazione nazionale dei rischi di riciclaggio di denaro, finanziamento del terrorismo e finanziamento della proliferazione è prevista per il 2026. Nel 2023 sono pervenute all’Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro (MROS) quasi 12 000 comunicazioni di sospetto, cifra che riflette l’elevato livello di sensibilizzazione del settore finanziario. Inoltre, nell’ambito della cooperazione allo sviluppo la Svizzera sostiene diverse iniziative globali per rafforzare i dispositivi di prevenzione dei Paesi di destinazione. Nel corso del quinto ciclo di valutazione del GAFI si procederà al riesame del dispositivo svizzero di lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo.

Settore delle materie prime

La Svizzera sostiene l’«Extractive Industries Transparency Initiatives» (EITI) con fondi finanziari e partecipando al consiglio di vigilanza. La revisione del diritto della società anonima prevede inoltre che le grandi imprese attive nell’estrazione di materie prime pubblichino i pagamenti superiori a 100 000 franchi effettuati a istituzioni pubbliche. Attraverso i progressi riscontrati nel 2023 il Consiglio federale conferma poi che la Svizzera proseguirà il suo impegno in questo contesto, in particolare con gli Stati che estraggono materie prime, nel quadro della cooperazione allo sviluppo e della cooperazione con l’Europa dell’Est nonché nell’ambito della lotta contro il riciclaggio di denaro.

Recupero di averi di potentati («asset recovery»)

Se, nonostante le misure preventive di vasta portata, gli averi provenienti da uno dei reati (corruzione, riciclaggio di denaro ecc.) elencati nella Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione giungono in Svizzera, quest’ultima offre, nel quadro dell’assistenza giudiziaria in materia penale, il suo sostegno per il blocco, la confisca e l’eventuale restituzione di tali averi. La Svizzera vanta un’ampia esperienza nella restituzione di valori patrimoniali, campo in cui ha conseguito risultati concreti. Negli ultimi 30 anni ha infatti restituito oltre 2 miliardi di dollari a beneficio della popolazione interessata in Nigeria, nelle Filippine, in Perù, in Angola o in Kazakistan. Il ruolo pionieristico che ricopre in questo ambito è riconosciuto a livello internazionale. Il meccanismo di restituzione è un pilastro importante della politica svizzera in materia di lotta contro la corruzione.

Per maggiori informazioni si consulti la pagina Internet del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).

Lotta contro la corruzione

La Svizzera partecipa attivamente a vari strumenti internazionali di lotta contro la corruzione, fra cui la Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione, la Convenzione dell’OCSE sulla lotta alla corruzione di pubblici ufficiali stranieri nelle operazioni economiche internazionali, la Convenzione penale del Consiglio d’Europa sulla corruzione e il Gruppo di lavoro anticorruzione del G20. Partecipa altresì a un dialogo sulla prevenzione della corruzione con associazioni sportive internazionali. Inoltre, il Consiglio federale ha adottato una strategia contro la corruzione che permette di ampliare ad hoc gli strumenti già esistenti.

Nella cooperazione allo sviluppo, la Svizzera concorre al rafforzamento di autorità anticorruzione di vigilanza finanziaria come pure dell’«International Organisation of Supreme Audit Institutions» (INTOSAI). La stretta collaborazione con le autorità inquirenti estere e l’analisi di MROS dei rapporti su transazioni sospette ha contribuito a individuare casi di corruzione di portata internazionale.

Rafforzamento delle istituzioni e sviluppo delle capacità

Lo sviluppo delle capacità rafforza le istituzioni delle autorità nei Paesi emergenti e in sviluppo. La Svizzera sostiene il piano d’azione del Forum globale del 2017, che si propone di incoraggiare i Paesi in sviluppo nella creazione dell’infrastruttura indispensabile (risorse umane, infrastruttura informatica, quadro giuridico, gestione dei rischi) allo scambio automatico di informazioni. La Svizzera eroga anche contributi finanziari, ad esempio all’«Anti-Money Laundering and Combating the Financing of Terrorism Topical Trust Fund» del Fondo monetario internazionale (FMI), all’«Inclusive Framework on BEPS» del Forum globale, all’«Inter-American Center of Tax Administrations» (CIAT), all’«African Tax Administration Forum» (ATAF) e al «Global Tax Program» (GTP) della Banca mondiale, dando così voce ai Paesi in sviluppo nel dibattito fiscale internazionale.

[1] In assenza di una definizione riconosciuta a livello internazionale, la Svizzera traduce l’epressione inglese «illicit financial flows» con «flussi finanziari illeciti», con cui designa attività non ammesse dalla legge.