Imposizione dell’economia digitalizzata

La digitalizzazione modifica l’economia e numerosi modelli commerciali. L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE) elabora una serie di proposte per adeguare nel lungo periodo l’imposizione delle imprese alle nuove realtà. La Svizzera partecipa attivamente a questi lavori.     

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Il 31 maggio 2019 l’OCSE ha pubblicato un programma di lavoro sulle sfide fiscali dell’economia digitale. Attraverso misure globali e consensuali si intende evitare che venga a crearsi un groviglio di regolamentazioni nazionali. Azioni unilaterali in questo senso ostacolerebbero l’innovazione e la crescita economica e creerebbero incertezza giuridica. Le nuove regole non dovranno essere applicate soltanto alle grandi imprese digitali attive a livello mondiale, bensì a tutta l’economia internazionale, sempre più digitalizzata.

Programme di lavoro dell'OCSE

Il 1° luglio 2021 l’Inclusive Framework dell’OCSE, di cui fannno attualmente parte 139 Paesi, ha pubblicato i principi della futura imposizione delle grandi imprese attive a livello internazionale.

Le nuove norme si basano su due pilastri e interesseranno le grandi imprese attive a livello internazionale. L’OCSE dovrà elaborare i dettagli del progetto entro la fine del 2021:

  • il primo pilastro prevede un trasferimento dei diritti impositivi negli Stati di commercializzazione. Le imprese con una cifra d’affari annuale di oltre 20 miliardi di euro e un margine di profitto del 10 per cento sono imponibili sulla parte del loro profitto conseguito nello Stato di commercializzazione. In Svizzera, il numero di queste imprese dovrebbe essere esiguo;

  • il secondo pilastro prevede un’aliquota minima di almeno il 15 per cento per le imprese attive a livello internazionale che conseguono una cifra d’affari annuale di oltre 750 miliardi di euro. Questa soglia viene superata da circa 200 imprese svizzere e da numerose filiali svizzere di gruppi esteri.

 

E la Svizzera?

La Svizzera favorisce piuttosto soluzioni lungimiranti e ampiamente sostenute che una serie di misure nazionali poco trasparenti. 

Al pari di alcuni altri Paesi, la Svizzera ha aderito ai principi, nonostante le forti riserve, al fine di consentire il prosieguo del progetto, subordinando la propria approvazione a specifiche condizioni. Tra queste, ha espresso la volontà esplicita che la formulazione definitiva delle norme tenga debitamente conto degli interessi dei Paesi piccoli e innovativi e che l’attuazione delle norme rispetti i processi legislativi nazionali. L’applicazione delle nuove norme dovrebbe inoltre avvenire in modo uniforme in tutti i Paesi membri e per l’imposizione minima sarà necessario trovare il giusto equilibrio tra aliquota d’imposta e base di calcolo. 

Ulteriori informazioni

 

Ultima modifica 13.07.2021

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