Convenzioni per evitare la doppia imposizione

Le convenzioni per evitare le doppie imposizioni (CDI) permettono di eliminare le doppie imposizioni delle persone fisiche e giuridiche che hanno dei legami con l’estero nell’ambito delle imposte sul reddito e sul patrimonio. Sono dunque un elemento importante nella promozione dello scambio economico internazionale. La Svizzera ha concluso CDI con oltre 100 Stati e si adopera per ampliare questa rete. Sono inoltre state firmate otto convenzioni in materia di imposte sulle successioni e sulla massa ereditaria.

È data doppia imposizione quando gli stessi elementi di reddito o parti di patrimonio dello stesso oggetto fiscale sono tassati contemporaneamente da due Paesi. Le disposizioni di una CDI hanno prevalentemente lo scopo di evitare la doppia imposizione attribuendo agli Stati partner il diritto di imposizione per le singole tipologie di reddito e di patrimonio. Tuttavia, queste disposizioni sono semplicemente circoscritte al diritto di imposizione degli Stati partner, mentre la base di tassazione è retta dal diritto interno degli Stati contraenti. 

La lista di persone che possono beneficiare di una CDI è lunga e variata e riguarda ad esempio: 

  • persone che hanno un’abitazione permanente in due Stati contemporaneamente;
  • imprese esportatrici e gruppi di imprese con società straniere affiliate;
  • persone che esercitano un’attività lucrativa con impieghi temporanei all’estero. 

Le CDI hanno un ruolo fondamentale anche per qualsiasi tipo di investimento all’estero perché evitano la doppia imposizione degli utili e dei ricavi da tali investimenti. Oltre a ciò, le CDI contemplano di regola pure determinati divieti di discriminazione, un meccanismo di composizione delle controversie e una clausola sullo scambio di informazioni su domanda

Da inizio 2019 sono entrate in vigore la CDI con la Zambia come pure il protocollo per la modifica della CDI con l'Ecuador. Sono inoltre state firmati protocolli per la modifica delle CDI con la Nuova Zelanda, la Norvegia, la Svezia, l'Irlanda, i Paesi Bassi, l'Iran, la Corea del Sud e l'Ucraina.  

I risultati del progetto BEPS contengono tra l’altro raccomandazioni che richiedono l’adeguamento delle CDI esistenti. Per favorire una rapida applicazione di tali modifiche, un gruppo di oltre 100 Stati e territori ha elaborato la Convenzione multilaterale per l’attuazione di misure relative alle convenzioni fiscali finalizzate a prevenire l’erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili (Convenzione BEPS). 

La Svizzera ha firmato la Convenzione BEPS nel 2017. Il relativo messaggio è stato sottoposto al Parlamento il 22 agosto 2018. Esso prevede che le CDI concluse dalla Svizzera con l’Argentina, l’Austria, il Cile, l’Islanda, l’Italia, la Lituania, il Lussemburgo, il Messico, il Portogallo, la Repubblica Ceca, il Sudafrica e la Turchia vengano adeguate agli standard minimi della Convenzione BEPS. Il Parlamento ha approvato il progetto nella sessione primaverile del 2019. Contro il decreto non è stato lanciato un referendum. La Conventione BEPS dovrebbe pertanto entrare in vigore entro quest'anno.

Per le CDI che non potranno essere modificate in virtù della Convenzione BEPS, la SFI intende proporre agli Stati partner di procedere a un adeguamento bilaterale in modo da attuare le misure definite dal progetto BEPS e, in particolare, le disposizioni relative alle convenzioni che costituiscono standard minimi.  

 
 

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Ultima modifica 27.08.2019

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