Unione europea (UE)

La SFI si adopera nel settore finanziario affinché l’UE consideri la particolare posizione della Svizzera, sotto il profilo contrattuale ed economico, nelle procedure di equivalenza nonché gli sforzi da essa compiuti per adeguare almeno in parte le pertinenti disposizioni giuridiche. Così facendo, gli offerenti svizzeri potranno beneficiare di procedure di equivalenza che soddisfano condizioni oggettive e trasparenti. In ambito fiscale è in vigore dal 1° gennaio 2017 l’Accordo tra la Svizzera e l’UE sullo scambio automatico di informazioni finanziarie per migliorare l’adempimento fiscale internazionale. Inoltre, nel 2014 la Svizzera e gli Stati membri dell’UE hanno firmato una dichiarazione congiunta sull’imposizione delle imprese, in cui la Svizzera si è impegnata ad abolire cinque regimi fiscali, mentre gli Stati membri dell’UE hanno confermato di voler abbandonare le eventuali contromisure adottate. I regimi fiscali saranno aboliti con l’entrata in vigore della legge federale concernente la riforma fiscale e il finanziamento dell’AVS (RFFA) il 1° gennaio 2020.    

Nel settore finanziario 

Numerosi atti normativi di diritto europeo in materia di mercati finanziari contengono disposizioni sulle relazioni con Stati terzi. Tali disposizioni prevedono spesso la possibilità di accedere al mercato e/o agevolazioni prudenziali, se lo Stato terzo in questione dispone di regolamentazioni equivalenti. Nel suo rapporto del 2016, intitolato «Politica dei mercati finanziari per una piazza finanziaria svizzera competitiva», il Consiglio federale ha identificato proprio questa procedura di equivalenza come elemento fondamentale ai fini della salvaguardia e del miglioramento dell’accesso al mercato per i fornitori svizzeri nell’Eurozona. A tal fine s’intende ottenere con l’UE, laddove ragionevole sotto il profilo economico, il riconoscimento dell’equivalenza della normativa svizzera in materia di mercati finanziari. 

Negli ultimi anni la Svizzera ha già ottenuto dall’UE diversi riconoscimenti dell’equivalenza del proprio quadro normativo, e in particolare nei seguenti settori: 

  • riconoscimento della normativa svizzera per le controparti centrali (2015);
  • riconoscimento dell’equivalenza delle disposizioni svizzere concernenti la solvibilità delle assicurazioni (2015);
  • riconoscimento delle sedi di negoziazione svizzere (2017): con la decisione della Commissione europea del dicembre 2017 sul riconoscimento delle sedi di negoziazione svizzere (secondo l’art. 23 del regolamento (UE) n. 600/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 maggio 2014 sui mercati degli strumenti finanziari e che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012 [MiFIR]) le imprese di investimento dell’UE potranno negoziare sulle borse svizzere valori mobiliari negoziati nell’UE fino alla fine del 2018. In merito a questa decisione il Consiglio federale ha dichiarato in un comunicato stampa che la Svizzera soddisferebbe i criteri per il riconoscimento dell’equivalenza delle borse al pari degli Stati terzi cui è stata concessa un’equivalenza illimitata.

La SFI s’impegna soprattutto nei seguenti settori per un rapido avvio o una conclusione tempestiva di ulteriori procedure di equivalenza:

  • riconoscimento delle sedi di negoziazione svizzere oltre il 2018 (secondo l’art. 23 MiFIR);
  • riconoscimento della normativa svizzera sui derivati (secondo l’art. 13 del regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio del 4 luglio 2012 sugli strumenti derivati OTC, le controparti centrali e i repertori di dati sulle negoziazioni [EMIR]);
  • estensione del passaporto UE per gestori di fondi d’investimento alternativi a Stati terzi (secondo l’art. 67 della direttiva 2011/61/UE del Parlamento europeo e del Consiglio dell’8 giugno 2011 sui gestori di fondi di investimento alternativi, che modifica le direttive 2003/41/CE e 2009/65/CE e i regolamenti (CE) n. 1060/2009 e (UE) n. 1095/2010 [AIFMD]);
  • procedura per la fornitura transfrontaliera di attività a investitori professionali secondo gli articoli 46 e 47 MiFIR.  

Il dialogo normativo annuale tra la Commissione europea e la SFI offre inoltre l’opportunità di affrontare questa tematica e di discutere dei progressi compiuti nelle procedure di equivalenza.

Nel settore fiscale

Il 14 ottobre 2014 la Svizzera e i 28 Stati membri dell’UE hanno firmato una dichiarazione congiunta sull’imposizione delle imprese, ponendo in tal modo fine a una controversia che ha pesato sulle relazioni tra la Svizzera e l’UE per diversi anni. La Svizzera si è impegnata ad abolire cinque regimi fiscali contestati, mentre gli Stati membri dell’UE hanno confermato l’intenzione di abbandonare le relative contromisure una volta soppressi i regimi in questione.

Nel maggio 2019 gli elettori svizzeri hanno accolto la legge federale concernente la riforma fiscale e il finanziamento dell’AVS (RFFA) con oltre il 66 per cento di voti a favore. Con questa legge la Svizzera abroga, dal 1° gennaio 2020, i regimi fiscali non più compatibili con gli standard internazionali. La legge introduce delle misure di sgravio fiscale accettate internazionalmente, quali una «patent box», assicurando così che la Svizzera rimanga una piazza economica competitiva.

I ministri delle finanze e dell’economia dell’UE riconoscono i progressi compiuti dal nostro Paese e hanno quindi deciso, in occasione della riunione del 10 ottobre 2019, di eliminare la Svizzera da questa lista.

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Ultima modifica 14.10.2019

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