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La Svizzera, in quanto economia piccola e aperta, deve poter contare su una politica fiscale attrattiva. Nel confronto internazionale il carico fiscale del nostro Paese è moderato. La politica fiscale svizzera si prefigge di mantenere e rafforzare l'attrattiva della piazza svizzera. Essa è caratterizzata dal federalismo svizzero, ma anche dalle nuove richieste d'imposizione provenienti dall'estero.
Imposizione delle imprese attrattiva quale fattore di localizzazione
Il Dipartimento federale delle finanze (DFF) e il Consiglio federale sono favorevoli alla concorrenza fiscale sia all'interno della Svizzera sia sul piano internazionale. La concorrenza fiscale è ritenuta un elemento regolatorio, che sprona i decisori statali a impiegare in modo parsimonioso i mezzi finanziari a loro affidati. Essa costringe la politica e le amministrazioni in concorrenza tra di loro ad offrire un rapporto vantaggioso tra prestazioni pubbliche e oneri fiscali.
In questo contesto, un'imposizione delle imprese attrattiva e convenzioni di doppia imposizione (CDI) con i partner economici più importanti sono fattori importanti. Le CDI si prefiggono di eliminare gli ostacoli nel traffico economico internazionale.
La cooperazione internazionale in materia fiscale
Il numero e la complessità dei temi fiscali con implicazioni internazionali è in costante aumento. Essendo pure toccata da questa tendenza, la Svizzera ha un forte interesse a cooperare con altri Stati in ambito fiscale. A tal fine, essa fa parte di diversi organismi internazionali in cui si discutono questioni di diritto fiscale internazionale e si elaborano standard di carattere generale. In primo piano troviamo l'OCSE e il «Global Forum on Transparency and Exchange of Information», quest'ultimo competente per il controllo dell'applicazione degli standard dell'OCSE negli scambi d'informazioni in materia fiscale.
Anche la collaborazione bilaterale riveste un ruolo centrale. Il 13 marzo 2009 il Consiglio federale ha deciso di revocare la riserva relativa all'articolo 26 del modello di Convenzione dell'OCSE per evitare la doppia imposizione in materia di imposte sul reddito e sulla sostanza. In tal modo, la Svizzera può estendere su richiesta concreta e fondata, lo scambio di informazioni ad altri Paesi. La decisione del Consiglio federale è attuata nel quadro delle convenzioni bilaterali di doppia imposizione attualmente in fase di revisione. Da allora la Svizzera ha negoziato numerose CDI che prevedono uno scambio di informazioni secondo lo standard dell'OCSE. Pertanto la Svizzera ha compiuto un ulteriore passo nella collaborazione internazionale e contro la criminalità finanziaria transfrontaliera a favore di una piazza fiscale e finanziaria più integra nel confronto internazionale.
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